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Come illuminare un parrucchiere: la guida definitiva per evitare tutti gli errori di illuminazione nel tuo salone [PARTE 2]

Abbiamo visto nella Guida PARTE 1 il primo elemento da considerare per illuminare correttamente un parrucchiere. Ci siamo soffermati sulle tematiche riguardanti la luce, abbiamo approfondito la prima regola che detta l’importanza di posizionare per bene non solo gli elementi di arredo, in modo che beneficino della luce naturale, ma anche l’illuminazione artificiale ossia faretti, lampade, sospensioni ecc…

In questa seconda parte completiamo il percorso e concentriamoci sugli aspetti più tecnici, quelli riguardanti il corpo illuminante ed i corretti posizionamenti della luce nei

2. IL CORPO ILLUMINANTE

La cosa più importante da sapere è che i parrucchieri, nelle zone di lavoro, hanno bisogno di una luce con una resa cromatica molto alta e, quindi, hanno bisogno di una luce che non alteri i colori. Entra qui in gioco il fattore più importante per una luce corretta: il corpo illuminante e le sue caratteristiche.

Abbiamo detto in precedenza che ci sono una moltitudine di corpi illuminanti a disposizione dei progettisti per poter illuminare un ambiente : luci a sospensione, faretti da incasso, luci spot, strisce luminose, piantane ecc…

Tuttavia, il parametro che accomuna i corpi illuminanti è lo stesso, parliamo dell’indice di resa cromatica e della gradazione del colore.

L’indice di resa cromatica (CRI) definisce quanto l’illuminazione artificiale sia in grado di ricreare gli stessi colori della luce naturale. Un CRI pari a 100 permette una corrispondenza dei colori identica a quella che si avrebbe al sole.

Ciò è effettivamente molto difficile, se non a fronte di sorgenti particolarmente costose. Per tale ragione bisogna confrontare le differenti offerte, ma è importante orientarsi su quelle con un CRI più alto, almeno superiore a 80.

Facciamo chiarezza in modo semplice e comprensibile.
Di solito in commercio trovi tre tipi di tonalità di luce per gli apparecchi di illuminazione a Led (ormai i più utilizzati) :

  • L’illuminazione calda (gradazione di gradi Kelvin 2000-3000).
  • L’illuminazione neutra (gradazione di gradi Kelvin 3000 – 4000).
  • L’illuminazione fredda (gradazione di gradi Kelvin 4500 – 10000).
Immagine esemplificativa

La luce calda e quella fredda sono del tutto sconsigliate perché una tonalità molto bassa o una tonalità molto alta ad esempio (6500° Kelvin) altera i colori spostando la scala sul violetto (ossia trasformando, allo sguardo, il colore blu in color viola).

La luce neutra 4000°K è quella corretta da utilizzare perché non altera i colori e si avvicina molto alla luce solare naturale.

Chiarito questo semplicissimo punto passiamo ai corpi illuminanti.

La tipologia di apparecchi da utilizzare è infinita e varia in base alle esigenze specifiche e ai gusti personali, oltre che al budget che puoi destinare all’impianto di illuminazione.
Nel caso in cui tu avessi un contro soffitto avrai invece delle regole “standard” che potrai seguire. Moltissimi negozi, ad esempio, utilizzano dei faretti ad incasso con luci a led.

Luce calda o fredda?

Quando c’erano a disposizione solo le lampadine a incandescenza, il problema non si poneva. L’unica alternativa era la luce calda, per via della sfumatura di rosso data dal funzionamento stesso della lampadina.

Oggi, con le lampadine a LED, abbiamo l’opportunità di selezionare la temperatura di colore delle luci che preferiamo.

A seconda della temperatura delle lampadine utilizzate, infatti, ci troveremo di fronte a scenari diversi, che verranno percepiti dai nostri occhi come più o meno caldi o freddi, dal punto di vista delle sfumature di luce.

Di norma, la luce bianca calda (con temperatura colore tra i 3000 e i 3500 gradi Kelvin) viene utilizzata per gli interni degli uffici o delle abitazioni.

La luce bianca fredda, dai 4000 gradi Kelvin in su, viene preferita per i grandi spazi aperti al pubblico, ad esempio i supermercati. È importante ricordare che, se la gradazione della luce tende verso i toni del rosso (e verso temperature minori) parleremo di luce calda (warm), mentre con temperature più elevate e tendenza ai toni del blu parleremo di luce fredda (cool).

La luce ideale per i saloni di acconciatura è la via di mezzo: una luce troppo calda uniforma troppo i colori del salone, mentre una luce troppo fredda falsa i colori delle tinture e del make-up.

La giusta temperatura del colore della luce è compresa tra i 3000 e i 4000 gradi Kelvin.

Meglio dunque scegliere una soluzione di luce neutra. Inoltre è bene ricordare che dal punto di vista energetico, il passaggio da luce a neon a luce a led è certamente un passo importante, che ha consentito una notevole riduzione dei consumi e che, grazie ad una maggiore durata nel tempo, ha diminuito i costi di manutenzione. Per questo è molto importante rivolgersi alle aziende di settore per una consulenza anche sull’illuminazione con soluzioni personalizzate.

3. IL POSIZIONAMENTO

Il posizionamento dei corpi illuminanti è di fondamentale importanza.

Talmente importante quanto semplice: il fascio di luce deve essere posizionato in modo mediano tra la cliente e l’operatore, per illuminare le mani di che esegue lo shampoo o i trattamenti e rendere semplice l’operazione, ma senza abbagliare la clientela.

POSIZIONAMENTO ERRATO

Il corpo illuminante in questo caso è posizionato troppo avanti creando disturbo e abbaglio nel momento che la cliente è stesa con lo sguardo verso l’alto e impedisce all’operatore di avere una corretta illuminazione sui capelli.

 

 

POSIZIONAMENTO ERRATO

Il corpo illuminante in questo caso è posizionato troppo verso l’operatore, disturba lo stesso e crea una fastidiosa zona d’ombra proprio sulla testa della cliente senza permettere un lavoro corretto sui colori.

 

 

POSIZIONAMENTO CORRETTO

Il corpo illuminante in questo caso è posizionato in maniera perfetta. Si trova in posizione mediana tra la testa del cliente e le mani dell’ operatore che può lavorare con la giusta illuminazione sui capelli e sul colore, la luce non abbaglia la cliente e permette di gestire in maniera ottimale il lavoro da eseguirsi sui capelli della cliente.

 

Poche e semplici regole per avere un’idea più chiara di come illuminare il tuo parrucchiere

Con questa semplice guida ti abbiamo voluto fornire una serie di spunti utili per avere le idee chiare su come illuminare il tuo salone da parrucchiere nel momento in cui decidessi di rinnovare la tua attività.
Abbiamo visto in breve quali sono gli elementi che non puoi permetterti di trascurare per valorizzare il tuo parrucchiere e tutti gli errori da non commettere.

Se avessi bisogno di ulteriori informazioni puoi contattarci anche telefonicamente allo
080 505 74 89 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 18.00

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Pierluigi Favia
Pierluigi Favia

Pierluigi Favia è il fondatore di Habitat Design e Sen Martin, due aziende di successo, che han rivoluzionato il modo di arredare i parrucchieri e le barberie in Italia. E', inoltre, titolare della Sen Martin Academy che si occupa di organizzare corsi di formazione ed eventi per barbieri su territorio nazionale. Tra gli eventi più importanti organizzati nel settore spiccano la "International Barber Convention" a Roma e l’ U.B.S. - United Barber Show il primo evento al mondo edicato ai barbieri organizzato in collaborazione con Cosmoprof - Bologna nel 2017, 2018 e 2019, che ha visto la partecipazione di più di 5.000 barbieri provenienti da tutto il mondo.
Ha scritto "Come arredare una barberia di successo"; a breve è prevista la pubblicazione del secondo libro dedicato al mondo dei parrucchieri.

Pierluigi Favia è un imprenditore seriale che applica nelle proprie aziende metodi, tecniche e strategie di marketing avanzato.

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